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Un giardino storico, fra
boschi, ciminiere e società

Apprendere attraverso
la natura, nella natura

Un luogo di incontro, un progetto di socializzazione

Insieme per mantenere
in vita il nostro territorio

Il Parco Reda è vita

Un luogo storico, un parco che vuole essere vivo, non solo per la natura
che lo alimenta, ma anche e soprattuto per mantenere vivi società e territorio

ANNI

di Parco

Nasce nel 1938 come
giardino privato e diventa parco pubblico nel 1977

SPECIE BOTANICHE

Tra storia e futuro

Alberi storici e nuove piante
si uniscono tra passato e futuro
per ricreare un ambiente unico

LA RINASCITA

Il Parco riprende vita

Il gruppo di cittadinanza
attiva "Amici del Parco Reda" riporta in vita il parco

Il Parco Reda

Un giardino storico, fra boschi, ciminiere e società

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Dal 1938

Nasce il giardino privato. La famiglia Botto Poala incarica Giuseppe Roda, uno tra i più importanti architetti
italiani del paesaggio, per la
realizzazione di questo favoloso parco

1977

Il giardino privato diventa opera
pubblica e viene preso in gestione
dall'amministrazione comunale
di Valle Mosso, ora comune
di Valdilana

2020

Alcuni cittadini formano il gruppo
di cittadinanza attiva "Amici del Parco Reda" per riportare in vita il parco, che negli anni aveva perso il suo splendore

GLI OBIETTIVI

Attraverso la manutenzione e le attività l'obiettivo è creare un
luogo di socializzazione.
Uno spazio aperto in cui potersi incontrare, un luogo per le
famiglie, un parco da vivere
insieme, un ambiente dedicato alle scuole in cui poter
apprendere, attraverso l'outdoor education, in totale libertà,
immersi nella natura

LA FILOSOFIA

Cooperare insieme, in un ambiente sano e bello, per mantenere vivo
il nostro territorio

Ultime notizie, eventi e appuntamenti

Sabato 17 luglio il Festivaldilana propone una strepitosa passeggiata tra Mosso e Valle Mosso
Continuano le lezioni di Yoga al Parco. Non perdete queste occasioni per un vero contatto con la natura.
Spettacolo teatrale “RindonDANTE”. Alcuni scatti delle prime due serate.

I visitatori del parco

DICONO DI NOI

"This park is big but has an incredibly private feeling about it, I think because there is basically a single pathway that leads you, that seems to be designed for a visual journey, inviting you to see what is around the next corner. The path winds, turns, ascends, descends, passes through "scenes" like a fairy lunch table or grottos with mythological statues. There is a view of the alps, but not just a wide-open view, but a view between this tree and that tree, so it is like your personal viewing experience. The other most outstanding characteristic is the sense of history. The hand craftsmanship of the chalet, or the stylized wood effect for the decorative elements are clearly references to a 19th C. taste. It is a wonderful experience to visit the park and I look forward to taking all my friends and seeing it in many seasons."

MIKELLE STANDBRIDGE

"Non sono una botanica e non mi occupo di piante. Sono un'antropologa e mi occupo di persone, del loro modo di vivere, compreso il rapporto che hanno con la natura e l'ambiente in cui abitano. Il Parco comunale Emilio Reda di Valle Mosso (oggi Comune di Valdilana) mi affascina perché la sua storia è la storia di una comunità intera. Qualcuno ricorda che negli anni Cinquanta, a Pasqua, nel parco si nascondevano le uova che ragazzi e bambini dovevano ritrovare. Poi le trasformazioni economiche e sociali avvenute in paese hanno inciso anche sulla storia del parco, a lungo abbandonato. Finché nel 2020, proprio in un momento di grave crisi e di isolamento sociale che ha costretto tutte e tutti a rinunciare a spazi di condivisione, anche all'aperto, un gruppo di volontari ha capito l'importanza di restituire alla collettività quel luogo di grande bellezza e fascino. Marco Carravieri, la sua famiglia, i suoi amici e gli amici degli amici hanno deciso di prendersi nuovamente cura di questo luogo. E lo hanno fatto a partire dal "fare insieme": pulire, aggiustare, mettere in ordine e in sicurezza restituendo spazio a piante, fiori, sentieri, ma restituendo anche aule all'aperto per i bambini della scuola e un luogo di bellezza per tutti. Prendersi cura significa anche prendersi una responsabilità." (Antropologa, Università della Valle d'Aosta - Centro di ricerca GREEN)

Prof.ssa VALENTINA PORCELLANA